ESPORLATU

E’ un comune che fa parte della provincia di Sassari; il suo territorio è situato nell’area geografica del Goceano, nel settore centrale della Sardegna ed è compreso nella VII° Comunità Montana. Al 2007 la sua popolazione di 453 abitanti Ha una superficie di 18,31 Kmq,  di cui  Ha  220,00  sono comunali; si sviluppa in direzione nord-ovest e sud-est e confina con i Territori di Burgos, Bottidda e Illorai. (Confini storici)
Il paese è servito da strade secondarie che lo collegano verso nord-ovest, attraverso i monti, alla SS. 131 “Carlo Felice”, verso sud-est alla SS. 128 bis e quindi alla SS. 129 “Trasversale Sarda" Macomer-Nuoro.  
Il punto più elevato del suo territorio è di 962 mt. slm. nel monte San Martino, sulla sommità del nuraghe; quello più basso si trova lungo le sponde del fiume Tirso a 206 mt. slm. in località Orrios in prossimità del nuraghe omonimo.
E’ costituito da una parte pianeggiante, nel fondo della valle, chiamata comunemente "Su campu", adibita principalmente a pascolo, una parte collinare dove a 474 mt. slm. si è sviluppato il centro abitato circondato da zone ortive, frutteti, vigneti e oliveti, e una zona montana, anch’essa adibita in parte a pascolo.
Il territorio è caratterizzato dalla presenza dei fiumi: 
ad est Riu Furria e ad ovest Riu Padeddas che vanno ad arricchire le acque del fiume Tirso.
Riu Padeddas, alimentato dalle sorgenti che incontra nel suo percorso è denominato
Riu Attalai, Riu Molinu, Riu Ortiocoro e Riu Burghesu prima di gettarsi nel Tirso in località Orrios. L’ambiente naturale, climatico, botanico, faunistico e paesaggistica molto interessante e diversificato da zona a zona.


La pianura

Utilizzata da secoli dall’uomo per le sue attività agricole, oggi è prevalentemente adibita a pascolo. E’ ancora ricca di endemismi tipici che si trovano lungo i corsi d’acqua quali salici, canneti e giunchi; sono inoltre presenti roverelle, lecci, perastri, macchie di cisto, tamerici e altre specie botaniche; le specie faunistiche sono rappresentate da un consistente numero di lepri, volpi, conigli selvatici, ricci, testuggini di acqua dolce, anatre selvatiche; nel fiume ci sono trote, tinche, carpe.

La collina
Man mano che si sale verso il paese, in direzione nord-ovest, il panorama cambia completamente; la catena del Goceano si presenta con un sistema collinare caratteristico dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Qui è più evidente come l’elemento naturale è stato in parte modificato e integrato dal lavoro dell’uomo che ha saputo adattare un terreno spesso aspro e selvaggio e trasformarlo in un ambiente rurale produttivo conservandone l’aspetto e anche la funzione che ha avuto nei millenni passati.
In questa zona dove il clima è mite, esposto a sud e protetto dalle cime dei monti dai venti freddi di Maestrale e Tramontana, si è sviluppato il centro abitato.

La montagna  
E’ ricca di acque, di boschi e di animali selvatici. Si presenta come un balcone che si affaccia
a sud-est sulla sottostante vallata consentendo allo sguardo di allargarsi su grandi spazi su cui domina il Castello del Goceano, e a nord dove il terreno sale ripido verso il monte San Martino.
Qualche chilometro a sud, nella valle, scorre il fiume Tirso quindi la pianura continua fino a incontrare i monti più importanti della Sardegna centrale.  
Il territorio montano è caratterizzato dalla forte pendenza del terreno, questa particolarità non ha consentito lo sviluppo dell'agricoltura è ha permesso solo in parte lo sfruttamento del bosco,
l’ambiente naturale quindi ha subito una scarsa trasformazione. La montagna è ancora intensamente boschiva e caratterizzata dalla presenza dominante del leccio.  

La parte di territorio esposta a nord e nord-est ha un clima freddo, sia perché poco soleggiato, in particolare nel periodo invernale, sia perché esposto ai venti di Maestrale, Tramontana e Grecale.

Il versante esposto a sud ha un clima mite, quindi solo in parte interessato dall’attività dell’uomo.

Le condizioni climatiche hanno favorito lo sviluppo della vegetazione forestale caratterizzata da lecci, roverelle, agrifogli, aceri, questi ultimi nel periodo autunnale colorano il bosco di toni che vanno dal giallo intenso al marron. Sono presenti anche altre varietà di piante e arbusti quali il bagolaro (furzaga), il melo selvatico (melabrina), il biancospino (calarighe), macchie di lentischio e di cisto. L’edera e la vite spontanea (isporula), talvolta avvolgono intere piante rendendo il bosco più fitto. Nel sottobosco trovano rifugio il cinghiale e altri animali selvatici, protetti dalla presenza di grandi macchie di rovo e di rosa canina.

Nel territorio sono presenti le specie di uccelli tipiche della Sardegna centrale falchi, poiane, cornacchie e rapaci notturni.